Berlusconi, le sue battute; e polveroni ridicoli
Come si sa, Barack Obama è stato eletto nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, ed è inoltre il primo afroamericano a salire alla massima carica dello stato. Innanzitutto dico che per quanto mi riguarda, lo trovo un risultato importante, non perchè è afroamericano, ci mancherebbe (sarebbe una cosa ridicolosamente razzista impuntarsi su questo); ma per le sue idee e per il suo stesso spirito di “evoluzione”: gli USA sono ad oggi la nazione più potente del mondo, e per quanto mi riguarda una delle iniziatrici al movimento moderno e alla guida dell’intero pianeta. “Iniziatore” e perseguitore stesso della globalizzazione e del capitalismo, due ideali che considero tra i più importanti e più validi per la costruzione della nuova era post-contemporanea.
Ad ogni modo, Berlusconi nel congratularsi con Obama si è fatto sfuggire una battuta “giovane, bello e abbronzato”. E subito si è scatenato il polverone con accuse di razzismo e chi ne ha più ne metta.
Sinceramente lo trovo incredibilmente ridicolo tutto questo; e non sto dicendo soltanto a riguardo del PD (che tralaltro trova sempre il modo di screditare Berlusconi, come se chissà che torto gli avesse fatto) ma in generale, è una mezza battuta, forse non sarà un comico nato, ma non vedo niente di trascendentale o addirittura "razzismo".
E sopratutto non capisco tutto questo astio nei confronti di Berlusconi, che sinceramente non vedo cosa ha fatto di tanto male da meritarselo, eh.
È uno che si è costruito tutto da solo, ha dopotutto quasi sempre mantenuto le promesse (cosa che invece molti non hanno fatto), e soprattutto non credo sia un caso se è alla guida del nostro paese per la terza volta.
Sempre a screditarlo, mah; e poi non si va mai a fondo nelle questioni: vediamo ad esempio i tagli alle università e alle scuole, subito si attacca come una cosa "ingiusta", quando invece non si pensa a tutti i soldi sprecati, i corsi con uno o due alunni, l’evasione fiscale e tutto ciò che ci gira intorno. E questi, però, non sono colpe dello stato, ma solo e soltanto dei cittadini stessi.
Quindi non lamentiamoci troppo, e cerchiamo di guardare oltre a ciò che l’ideologia comune ci fa pensare e sopratutto non schieriamoci a spada tratta, come se Berlusconi fosse "il male" e tutto ciò che è "dall’altro lato" è il bene.
Questo, almeno, secondo me.
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Il paese che ha più condanne a morte nel mondo (tra le 2.000 e le 10.000 ogni anno!)