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Archive per October, 2009

Riparare un cellulare in modo violento (ma neanche tanto)

October 25th, 2009 by Carmine

E poi dicono che la microelettronica è una bestia che se non hai un incisore a raggi infrarossi non ci fai nulla. In realtà, è più semplice da aggiustare di molta altra roba.
Oggi, inaspettatamente, dopo 4 anni di glorioso funzionamento, il mio Nokia N80 cominciava a dare i numeri, o meglio, a non darli più, dato che i tasti 7-8-9-#-0 e l’asterisco non funzionavano. Provo a spegnere e riaccendere, non funzionava l’intera tastiera. Tolgo scheda, batteria, insomma le solite cose, ma nulla di nulla.
Al che, passo ad un analisi più underground. Controllo se c’è qualcosa che fa scattare lo switch di blocco tastiera dello slide, ma data la variazione di luminosità dello schermo capisco che invece il blocco tastiera funziona e si toglie perfettamente.
Penso alla tastiera con umidità, alla condensa tra i contatti, al PCB che si è staccato e/o al flat che s’è tagliato.
Nulla di nulla, noto una piccola sporgenza a sinistra della scheda sim: era il tastino esterno della fotocamera, che, premuto troppo, se ne era rientrato fino a premere sui contatti della tastiera e a bloccare tutto.
Come ho risolto? L’unghia del medio, fino a far rientrare la sporgenza. Riprovo ad accendere: tutto ok, e il cellulare riprende vita.

Bof. E io che stavo già pensando ad annullare l’operazione orologio (dato che ironia della sorte il glorioso sector ha fatto una brutta fine poche settimane fa) per quella cellulare d’urgenza estrema.

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Giorni di guerra – IVDC, Milano, Scuola, Orrore, Dolore

October 14th, 2009 by Carmine

Che sia diventato più impegnato in questi ultimi mesi, credo si sia visto. Fatto sta, che ottobre è esagerato. Se ricordo bene, risale a tipo tre sabati fa che mi son riuscito a fare una normale birra con amici, mentre per il resto, tra gare di tiro con l’arco (è ricominciata la stagione invernale, e si vede…), tra Milano (la mia unica droga, ora come ora. più o meno. è quella che crea più dipendenza, noto.), e tra impegni vari ho quasi sempre i weekend pieni. Si, si vede che è ricominciata la scuola. Si vede che è il quarto superiore, di liceo classico. Si vede che ho già della roba arretrata. Bah. È il classico inizio a rilento; però la prima versione di greco è andata bene, gnègnè.

Pseudo flusso di coscienza a parte, credo che almeno per riempire il blog di qualcosa (e non dover fare sempre i soliti post rugaminchia inutili), prendendo spunto dal blog di Alessandro Monopoli (un figo della madonna, n.d.r.; programmatore di videogiochi italiano), racconterò ogni tanto qualche mezza storia della mia vita, vera o almeno verosimile. Non sono bravo a distorcere la verità; a ometterla si, però.
Cominciamo quindi con qualcosa di recente, ovvero i quattro giorni a Milano, 8 al 11 ottobre. Io non amo quella città, di più. Vedere gli studenti che andavano verso casa intorno Piazzale Lotto (si, mi sono fatto da Monte Stella fino a lì perché un sabato mattina a Milano fuori dal centro è qualcosa di epico) mi ha messo una tristezza infita addosso. Tra quelli, ci sarei potuto essere io. Bah. Mi dà fastidio visitare Milano da turista ma comportandomi da abitante. Deh, che se va tutto bene, 1 anno e 10 mesi, e dovrei finalmente essere lì in pianta stabile.
Dicevamo, il motivo c’era, di stare a Milano intendo. E cioè, l’IVDC 2009, l’8 e il 9 ottobre alla IULM. Una conferenza sullo sviluppo-programmazione-produzione-marketing-riflessione-direzione di videogiochi. Epica, molto. 24 ore di contenuti quasi, speaker di alto livello (teh, c’era anche uno di Benevento, della SpinVector), e roba molto interessante. Per poco avrei potuto fare un microintervento anche io insieme ad alcuni altri, peccato che il progettino del vg è andato in mona l’anno scorso. C’è sempre l’anno prossimo, comunque.
Non vi tedierò con la recensione completa e ragionata dell’IVDC, quella la trovate qui sul forum AIOMI. Sappiate solo che comunque è stato figo, parecchio. E non vedo l’ora di quello dell’anno prossimo.
Continuando su Milano, sotto la pioggia è semplicemente stupenda. Valanghe di acqua che cadono dall’alto, e io sul ponte verso l’incrocio Farini di sera tarda verso l’hotel, e intorno quasi nessuno.
La prossima dose di questa droga ci sarà il 17 novembre, per il concerto degli Amon Amarth. E poi, boh. M’han detto che posso andar anche da solo, pur avendo 17 anni, portando una sorta di delega per l’albergo. Tanto meglio, almeno posso andare praticamente quando voglio…

Concludendo il tutto, vi basti sapere che ad esempio anche i prossimi due weekend sono “prenotati”. Bah. Perché, dico io, il sabato mattina si va a scuola? Perché solo un giorno di riposo? Grazie a tutto questo (e al fatto che non so perché non riesco mai a studiare di pomeriggio), ho svariate ore di sonno arretrate. Dormo 5 ore a notte, e la mattina a scuola rischio di capitolare ogni volta. E, ironia della sorte, appena sveglio non posso toccare nè caffè, nè cocacola, nè niente. Ma non esiste caffeina concentrata da spararsi in vena, dico io?
O almeno, che mettessero le macchinette del caffè in classe, le prestazioni degli alunni migliorerebbero. Drasticamente.

E con tutto, i miei saluti. Spero che la prossima volta che scriverò (e che spero non passi troppo tempo), vi porterò anche qualche aggiornamento per il sito.

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