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Archive per July, 2009

La rivolta delle ex – Recensione

July 31st, 2009 by Carmine

di Gaia

Regia: Mark Waters
Sceneggiatura: Josh Lucas, Scott Moore
Attori: Jennifer Garner, Matthew McConaughey, Michael Douglas, Emma Stone, Noureen DeWulf, Anne Archer, Noa Tishby, Daniel Sunjata, Lacey Chabert, Christa B. Allen
Fotografia: Daryn Okada
Montaggio: Bruce Green
Musiche: Rolfe Kent
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Uscita Cinema: 03/07/2009
Genere: Commedia

Trama:

Connor Mead (Matthew McConaughey) è un fotografo di successo che ama godersi la vita e a cui non piace prendersi responsabilità. Fedele agli insegnamenti dello Zio Wayne, Connor si vede bene dall’ instaurare relazioni durature con le donne. Una sua ex in particolare, Jenny (Jennifer Garner), riesce a resistere alle sua avance con sarcasmo e testardaggine, e quando Connor la rincontra al matrimonio del fratello, non manca di incontrare anche l’adorato Zio Wayne e tre ex passate a miglior vita. L’intento dello zio e dei fantasmi a suo seguito è quello di convincere Connor che sta sprecando la sua vita, e che l’amore è sempre stato a portata di mano.

Così, quando l’avvenente playboy si troverà di fronte ad un futuro diverso da quello che si era immaginato, capirà cosa sta rischiando di perdere e cercherà di risolvere le cose…

Recensione:

Non mi sento di criticare né appoggiare pienamente questo film…la storia è piacevole, romantica, e la rivisitazione dell’ormai trito e ritrito Canto di Natale è quantomeno più particolare del solito…d’altro canto, devo dire che Mark Waters, già regista di “Se solo fosse vero” e “Spiderwick - Le cronache”, non è riuscito a donare al film quella scintilla che suscita curiosità ed emoziona che solitamente permea alcuni dei suoi film (devo ammettere che ha molti alti e bassi).

A volte strappa un sorriso, l’idea di base è buona, ed è simpatico scoprire i personaggi e il loro passato pian piano che la storia prende forma. Una pecca è data però dalla velocità con cui i tre tempi vengono “presentati” a Connor: non c’è il punto clou, o meglio, è condensato e stritolato tra il finale e la scena col fantasma del presente ( palesemente, il punto clou è quando incontra il fantasma del futuro).

Soprattutto una scena ( presente anche nel trailer) mi ha delusa particolarmente: il matrimonio di Jenny, in cui Connor comprende quanto si aggraverà la situazione tra di loro se non la risolve subito…non c’è suspense, non c’è sentimento, o perlomeno, non è abbastanza forte da uscire dallo schermo e commuoverti in una qualche maniera.

Con questo non condanno assolutamente “La rivolta delle ex” come film-spazzatura: per chi non pretende altro che passare una tranquilla serata, questa classica storia finalizzata a farci riflettere sulle scelte che facciamo e sull’amore è una piacevole compagnia.

Non adatto a chi non ama l’intrattenimento leggero.

Curiosità:

Originariamente il film vedeva Ben Affleck nel ruolo principale. Visto però i precedenti flop di film con protagonisti due compagni di vita ( è il caso di “Gigli” e “Jersey Girl” , dove Ben recita accanto a J. Lopez, sua compagnia dell’epoca ) alla fine hanno deciso di optare per una coppia che non fosse veramente tale (Affleck e la Garner sono infatti sposati e hanno un figlio); Ben è stato quindi sostituito da McConaughey.

Il titolo originale è “Ghosts of girlfriends past”, decisamente meno banale dell’adattamento italiano.

Voto: 7

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Coraline e la porta magica – Recensione

July 24th, 2009 by Carmine

di Gaia

La realtà parallela di Selick

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Trama:

Coraline Jones è una vivace e irriverente bambina di undici anni, che si trasferisce con i genitori in una nuova città.

Insoddisfatta del trattamento che riceve dai suoi genitori, sempre oberati di lavoro, e sopraffatta dalla noia, inizia ad esplorare la nuova casa, denominata Pink Palace, dimora spettrale e pressoché gigantesca, dove trova una piccola porta murata, che cattura la sua attenzione.

Durante la notte, svegliata da un buffo topolino, Coraline scopre che la porta segreta conduce a una miglior “versione” della sua vita: i genitori, esuberanti e divertenti, soddisfano ogni suo desiderio, il giardino è un tripudio di colori e fiori di ogni tipo, il suo amico è silenzioso (lei infatti lo detesta perché parla troppo)…insomma, tutto sembra perfetto.

Ma il prezzo per restare in quel mondo è molto alto, e Coraline si troverà costretta a compiere scelte importanti…

Recensione:

clip_image006Tratto dal romanzo di Neil Gaiman (autore del più noto “Stardust”) e diretto da Henry Selick (regista di "The Nightmare Before Christmas"), Coraline è il primo film d’animazione ad alta definizione in 3D girato in stop-motion, ed anche il più lungo mai realizzato finora, nonché quello con il maggior numero di set: 130 in totale, in 52 sale di posa.

La pre-produzione del film, inizialmente pensato come un musical e successivamente riadattato, è durata due anni, mentre le riprese sono durate altri 18 mesi.

Come già per “La sposa Cadavere”, dove i protagonisti Victor ed Emily assumono le sembianze rispettivamente di Jhonny Deep e Helena Boham Carter, il personaggio di Coraline è l’alter ego animato di Dakota Fannings, che nel film originale svolge anche il ruolo di doppiatrice.

Gaiman ha apprezzato molto il film, asserendo che “adulti e bambini vedono due film differenti: i piccoli un film d’avventura e una ragazza come loro che lotta contro qualcosa di grosso e cattivo” mentre gli adulti “un film con una bambina in pericolo e una famiglia che si disgrega”.

A mio parere “Coraline e la porta magica” non è affatto un film per bambini ( come si può solo pensare di portare bambini piccoli a vedere un film del genere?), ma anzi, il lato dark e inquietante lo rende a tutti gli effetti un film animato per adulti, con un messaggio forse un po’ troppo scontato e con una trama semplice e lineare, ma comunque capace di suscitare interesse e di coinvolgerti fino alla fine.

I personaggi eccentrici e stravaganti t’incuriosiscono e riescono allo stesso tempo a spaventarti, grazie anche alla capacità del 3D di trasportarti letteralmente nel film.

Punti di forza:

Grafica accattivante e dark

Trama semplice e lineare, non faticosa da seguire ma comunque coinvolgente

Tallone d’Achille:

Gli occhialini limitano la visuale e sono fastidiosi.

Curiosità:

clip_image002[6]L’omonimo romanzo è stato illustrato da Dave McKean e ha vinto il premio Hugo come “Miglior romanzo breve” (edito da Mondadori per la prima volta nel 2003, 182 pagine).

Il tuorlo dell’ uovo che l’Altra Madre rompe per fare l’omelette a Coraline ha il volto di Jack Skeletron di “Nightmare Before Christmas”.

In modo simile, troviamo un omaggio al regista stesso sulla banconota da un dollaro che la mamma di Coraline da all’addetto ai traslochi all’inizio del film.

Alla fine del film la cinepresa si allontana dal giardino, sollevandosi. La forma del giardino ricorda la vera faccia dell’Altra Madre, mentre nell’Altro Mondo ricordava la faccia di Coraline.

Durante i titoli di coda è possibile gustarsi cani che volano e topolini che saltellano ai lati delle scritte, e alla fine una splendida animazione di un minuto chiude il film in bellezza ( una piccola chicca che molti si perdono a causa della poca pazienza).

clip_image004

Ovviamente questo magnifico film non poteva che avere un sito ufficiale altrettante spettacolare:

http://www.coraline.com

Qui puoi ritoccare la tua foto e metterti due bei bottoni al posto degli occhi, creare un fiore per il giardino, e far scrivere ai topolini il tuo nome !

Inoltre sul sito http://www.impawards.com/2009/coraline_ver3.html

è possibile trovare simpatici poster, uno per ogni lettera dell’alfabeto, con tanto di definizioni delle parole in tema col film. Eccone un esempio qui accanto

Voto: 9.5

Vale veramente la pena di spendere 10 euro.

Consigliato anche a chi piacciono i film con la cara vecchia morale che spunta alla fine.

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Ma Milàn, l’è on gran Milàn

July 3rd, 2009 by Carmine

E così, dopo anni finalmente torno a Milano e per la prima volta tralaltro riesco a girarmela da solo e tranquillamente. Il 1 e il 2 Luglio, dopo un brevissimo viaggio in aereo da Napoli (sic), arrivo nella città che, ora come ora, mi ha colpito e affascinato più di ogni altra che abbia visto: Milano. Mi incontro subito con due cavissimi amici, quali Paolo et Federico, e subito vado in quella che è la metropoli più figa d’Italia sisi

E dopo tutto ciò, ho capito molto, ho capito che a Milano gli hotel quattro stelle quasi ne valgono come cinque; che i semafori pedonali praticamente durano 2 secondi di verde e 30 di giallo (davvero, eh); che stare in una città quasi del tutto pianeggiante è di una comodità eccezionale; che il cellulare prende,e bene, in metro; che i treni della stessa metro arrivano in media ogni 2 minuti; che le stazioni della metro sono enormi; che se a Napoli i documenti li controllano velocemente e non di tutti i viaggiatori, a Milano li controllano di *tutti*; che è una città piccola e grande allo stesso tempo; che è l’unico posto dove abbia trovato un negozio con più di due scaffali di cd metal; e che c’è una delle librerie più grandi che abbia mai visto; che ci sono più piccioni che persone a Piazza del Duomo; che ladrano parecchio per salire sulle terrazze dello stesso; che basta stare venti minuti alla stazione per vedere due Frecciarossa in movimento; e che Milàn, l’è on gran Milàn.

Ci ritornerò, molto presto. E, insieme a Roma, è una delle due città che più di qualunque altra bramo per l’università. Per ora è praticamente il mio ritorno per Ottobre alla GDC, ma probabilmente tornerò anche prima. L’unica cosa che odio e che non capisco, è l’oscena e bruttissima et ridicola legge italiana: posso volare in aereo, ma in quanto minorenne non posso dormire da solo in albergo –.- Che idiozia. Non posso ogni volta portarmi dietro qualcuno per farmi un giro a Milano…

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