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Archive per October, 2008

Trenta giorni sono passati

October 15th, 2008 by Carmine

Una trentina di giorni fa, giorno più giorno meno, iniziò la scuola. Devo dire che l’impatto è stato ovviamente differente dal ginnasio, solo che basta abituarsi un po’ e (spero) riesca a prendere il giusto ritmo.
Interrogazioni molto più serrate, studio più approfondito, molte, molte materie in più e sopratutto molte materie nello stesso giorno.
È un inizio, comunque. Tralaltro curiosamente quest’anno hanno scelto di farci fare una gita a Novembre, di tre giorni. Curioso.
Per quanto riguarda il liceo classico come tipologia di istituto, sono comunque (ancora?) contento della mia scelta, e tralaltro filosofia (o meglio, storia della filosofia) come materia sembra interessante. Ad ogni modo secondo me c’è davvero un overdose di latino e greco, sono 6 ore in tutto, con solo 1 ora di inglese (che considero tra le materie fondamentali e di più grande importanza nella scuola italiana); ma dopotutto sono due lingue (e relative letterature) che se non studiassi ora, probabilmente mai nella vita mi verrebbe poi anche solo la curiosità di leggere qualcosa a riguardo; anche perchè dopotutto ho tutta l’università davanti per studiare materie più “praticamente utili” (ma dopotutto anche lo storia, filosofia, lo studio della letteratura passata non è che siano inutili, solo sono meno “dirette”) e al liceo invece formarmi quel poco di cultura generale.

Per il resto, come era ovvio in varie altre scuole già hanno cominciato a divertirsi a rendere inutilizzabile la scuola, tra estintori svuotati e altro. Bah, fatti loro. Sinceramente sto cominciando a condividere le proposte di Fioroni dell’anno scorso, e in misura minore anche quelle della Gelmini.
Ma tanto come è ovvio, tutto è bene per protestare, e così partono le occupazioni e i cortei contro la Gelmini…
C’è da dire che tutto questo “tira-e-molla” tra i diversi ministri deve essere stressante, soprattutto per i professori. Secondo me, la miglior riforma fu quella della Moratti, con qualche piccola modifica.

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Ciò che era una volta

October 3rd, 2008 by Carmine

A volte dobbiamo lottare per andare d’accordo con il passato, a volte seppelliamo i nostri rimpianti con il proposito di cambiare vita. Ai nostri più grandi rimpianti, non solo per le cose cose che abbiamo fatto, ma anche per le cose che abbiamo evitato di fare, e per le cose che non abbiamo detto e che potevano salvare qualcuno a cui tenevamo…

E sempre, la storia si ripete. Tutto avviene rapidamente, in mille anni cade un impero, in cento nasce una repubblica, e via via il nostro passato sarà sepolto.
Cosa sarebbe successo se dei greci fosse andato tutto in fiamme? E se l’impero romano avesse continuato a permanere e a prevalere sull’europa?
Tutto cambia, e sistemi che rimangono per secoli, bastano pochi anni per rovesciarli e rivoluzionarli.

E di tutto ciò, a noi non rimangono che le ombre del passato, e la finestra si appanna sempre più.

Per cosa viviamo, può esistere una realtà fine a se stessa? Perchè dopotutto vivere, a fondo perduto? Schopenhauer teorizzava in modo interessante la stessa idea di “senso della vita”:

A parte poche eccezioni, al mondo tutti, uomini e animali, lavorano con tutte le forze, con ogni sforzo, dal mattino alla sera solo per continuare ad esistere: e non vale assolutamente la pena di continuare ad esistere; inoltre dopo un certo tempo tutti finiscono. È un affare che non copre le spese.
A. Schopenhauer - Aforisma

Lasciare che le cose passino, quando improvvisamente vedi che cambia tutto. Dieci anni, e con la rivoluzione francese si capovolse completamente l’intero futuro della francia e dell’europa in generale.
Eppure, bisogna davvero pensare a estraniare solo cose permanenti, che possano continuare ad esistere dopo che l’uomo stesso smette di esistere? Se il cervello umano è debole, si distrugge, muore; lo scritto rimane, il ricordo rimane.
Ma dopotutto, anche quest’ultimo morirà, o comunque si affievolirà sempre più fino a spegnersi. E allora cos’è che può davvero permanere per sempre?
La realtà stessa, direi. Se si può invertire il ricordo, affogarlo e distruggerlo, non si può invertire e riportare le cose com’erano prima, dopo che ormai si sono svolti i fatti. Dopo che una bomba è esplosa, non si può ridare la vita alle persone morte, dopo che una città è nata, per quanto si possano seppellire le sue rovine, il suo ricordo rimarrà in eterno.

Perchè sepolta è ogni cosa, come il tempo passa, strati di epoche differenti si accumulano, e se il presente è mutabile, il passato è ormai definitivo e sigillato, nulla potrà cancellare ciò che fu una volta; e nulla potrà rimediare all’essere nati nell’epoca sbagliata; e il bello è che quando ci si accorge di tutto questo, si è già proiettati nel futuro, lasciando scorrere inesorabilmente frammenti del presente che vanno ad accumularsi all’infinito pozzo-senza-fondo della storia.

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